Scelto anche quest’anno per la Cena ecumenica della Delegazione di Marsala, il ristorante dello chef Peppe Agliano ha dedicato un menu degustazione alla tradizione dei pesci conservati. A conclusione della serata, giudizi di eccellenza e la conferma del legame con l’Accademia.

Una nuova conferma per La Corte dei Mangioni, scelta anche quest’anno dalla Delegazione di Marsala dell’Accademia Italiana della Cucina per ospitare la Cena ecumenica. L’appuntamento del 15 ottobre 2026 ha rappresentato un momento di particolare soddisfazione per lo chef Peppe Agliano e per la sua squadra, coronato dal conferimento del quarto Tempio, il simbolo dell’Accademia che contraddistingue il rapporto con il ristorante.
La serata si è inserita nell’appuntamento che riunisce le delegazioni dell’Accademia attorno a un comune tema gastronomico, interpretato attraverso le diverse tradizioni regionali. Quest’anno il filo conduttore era “Baccalà, stoccafisso e gli altri pesci conservati sotto sale o essiccati o affumicati nella cucina della tradizione regionale”: un invito a riscoprire un patrimonio di ingredienti, tecniche e preparazioni che racconta la storia delle comunità e del loro rapporto con il mare.
Alla Corte dei Mangioni il tema è diventato un percorso degustazione pensato per valorizzare la memoria gastronomica siciliana attraverso la sensibilità dello chef. Un lavoro di ricerca e interpretazione che ha coinvolto cucina e sala, con l’obiettivo di rendere ogni portata parte di un racconto coerente.
L’apertura ha accostato pane, burro di bufala e alici di Sciacca a piccole frolle con mousse di ricotta e bottarga. A seguire, la panella di ceci rosticciata con baccalà mantecato ha messo in dialogo un sapore familiare della cucina isolana con la delicatezza della mantecatura.
Al centro del percorso, una verticale di tonno composta da ficazza, tunnina salata, bresaola di tonno al pepe e bottarga di tonno rosso. Quattro espressioni della stessa materia prima, capaci di restituire la varietà delle lavorazioni e il valore gastronomico della conservazione.
I paccheri cacio, pepe e bottarga di tonno hanno preceduto il “Pisci Stoccu alla Messinese”, stoccafisso stufato con pomodoro, patate e olive: una preparazione che ha riportato in tavola il carattere della cucina tradizionale. A chiudere, il semifreddo all’arancia e zenzero con fior di sale e olio extravergine di oliva Nocellara del Belice.
Anche il vino ha contribuito al racconto del territorio, con gli abbinamenti al Brut “Sualtezza 650” di Tenute Lombardo, all’Etna Bianco “Le Sabbie dell’Etna” di Firriato e al Perricone “Perripò” di Caruso & Minini.
I commenti conclusivi dei partecipanti hanno premiato il lavoro del ristorante con giudizi di eccellenza, esprimendo un apprezzamento che ha superato le aspettative della squadra. Valutazioni particolarmente significative per una cena chiamata a coniugare piacere della tavola, conoscenza della tradizione e aderenza a un tema culturale condiviso.
Il conferimento del quarto Tempio ha suggellato la serata, aggiungendosi ai simboli già presenti all’esterno del locale e confermando la continuità del rapporto tra La Corte dei Mangioni e l’Accademia Italiana della Cucina.
Per Peppe Agliano e il suo gruppo, un risultato che dà valore al lavoro quotidiano e incoraggia a proseguire nella stessa direzione: raccontare la Sicilia attraverso una cucina consapevole delle proprie radici, accompagnata da un’ospitalità attenta e partecipe.
